Justice sociale pour les quartiers !



Petition / Petizione - Nous ne payerons pas votre votre crise / Non pagheremo noi la vostra crisi / We will not pay your crisis

mercredi 31 décembre 2008, par Administrateur


Petition / Petizione - Nous ne payerons pas votre votre crise / Non pagheremo noi la vostra crisi / We will not pay your crisis

« Nous ne payerons pas votre crise ! » Pour un mouvement social européen.

« Nous ne payerons pas votre crise » c’est le slogan qui depuis maintenant plus d’un mois résonne dans toute l’Italie. La vague de contestation grandit, ils étaient plus de 300 000 le 14 novembre à Rome à reprendre ce mot d’ordre qui interpelle, au-delà des frontières, nos dirigeants. Ils sont des milliers, étudiants, enseignants et parents d’élèves à réfléchir et agir collectivement pour un autre système d’éducation. Ils appellent dès maintenant à la grève le 12 décembre.

« Nous ne payerons pas votre crise » c’est notre cri de révolte :

C’est le cri de celles et ceux qui, en Italie, en Allemagne, en Espagne et en France, ne veulent pas que l’éducation devienne une marchandise et qui refusent de voir leur avenir et celui de leurs enfants sacrifié par la casse des services publics, la seule richesse de ceux qui n’ont rien.

C’est aussi celui des travailleurs qui refusent les licenciements massifs et les délocalisations et qui luttent au jour le jour pour préserver leurs droits menacés par la loi des profits. C’est le cri de révolte de celles et ceux qui, parce que leurs salaires et leurs protections sociales ont été amputés par trente ans de politiques néolibérales, se sont endettés et payent au quotidien, dans la misère et la précarité, les choix égoïstes de nos dirigeants politiques et économiques.

C’est celui des migrants victimes du racisme institutionnalisé qui refusent la criminalisation parce qu’ils cherchent, au cœur des métropoles occidentales, une vie meilleure.

C’est celui de toutes celles et tous ceux qui refusent que leurs droits soient soumis à la raison du plus fort capitaliste.

« Nous ne payerons pas votre crise » c’est la mise en garde de celles et ceux qui depuis décembre 1995, des entreprises occupées aux banlieues, revendiquent l’égalité et le respect en France ; qui depuis 2003 en Allemagne se mobilisent contre le chômage et les exclusions... C’est la mise en garde qui aujourd’hui, en Italie, en Espagne, en Allemagne tonne aux oreilles des puissants.

« Nous ne payerons pas votre crise » c’est aussi une autre manière de dire que nous ne voulons plus subir ces politiques qui veulent nous sacrifier sur l’autel des profits. C’est notre façon de poser la question de l’égalité effective de droits de tous, hommes et femmes, nationaux et immigrés, travailleurs salariés ou privés d’emploi, citadins et ruraux.

C’est enfin le cri d’avenir de toute une génération qui se lève et décide de combattre, au niveau international, un système économique qui aujourd’hui prouve sa faillite. Ces hommes et ces femmes qui ne se satisfont pas de la soumission aux lois du marché, qui relèvent le défi de la mondialisation et qui veulent y apporter une réponse globale.

Oui, un autre monde est possible et nous l’inventerons, parce que c’est maintenant devenu une nécessité !

Par cette pétition nous appelons à la solidarité internationale avec les étudiants et travailleurs de l’éducation italiens en lutte contre le décret Gelmini et la loi 133. Nous appelons à la solidarité européenne contre la casse des services publics d’éducation, cible symbolique des politiques néolibérales qui visent à substituer, dans nos têtes, la logique du marché à la logique de l’égalité et de la solidarité. Nous affirmons nous aussi aux dirigeants internationaux que nous ferons tout pour ne pas payer les conséquences de leurs politiques irresponsables et néfastes. Nous appelons à l’organisation de la solidarité internationale en nous préparant à manifester notre solidarité avec le mouvement italien le 12 décembre prochain et en jetant des ponts aux delà des frontières afin de construire un véritable mouvement social européen.

Non, nous ne payerons pas votre crise !

cette initiative est à l’initiative d’étudiants et de jeunes chercheurs français et italiens, elle vise dans un premier temps a affirmer notre solidarité avec les mouvements européens en cours puis d’organiser, à plus long terme, des collaborations internationales en matière de défense des services publics d’éducation.

Pour signer, remplir le formulaire tout en bas de la page (en dessous du nom des premiers signataires).

PETIZIONE « Non pagheremo noi la vostra crisi ». Per un movimento europeo (Italiano)

Buongiorno,

questa petizione è partita da un’iniziativa di alcuni studenti e giovani ricercatori francesi e a cui vogliamo dare una dimensione europea. Vorremmo in un primo tempo raccogliere le firme d’intellettuali e universitari europei riconosciuto a livello internazionale, poi renderla pubblica cercando di pubblicarla su giornali italiani e francesi per fare appello a tutti i cittadini che si sentono coinvolti a firmarla on line su Internet.

Siamo studenti, dottorandi e ricercatori e vogliamo affermare la nostra solidarietà con i movimenti sociali dell’istruzione che lottano attualmente contre la privatizzazione dei servizi pubblici, dell’istruzione e della ricerca in Europa. Convinti che questa crisi dell’università non è che uno degli effetti delle politiche neoliberali legate a scelte politiche internazionali, decidiamo di riprendere lo slogan delle assemblee italiane :

« Non pagheremo noi la vostra crisi ! »

« Non pagheremo noi la vostra crisi » è lo slogan che da ormai più di un mese riecheggia in tutta Italia. L’onda di protesta dilaga e più di 300 000 manifestanti il 14 novembre hanno ripreso questo slogan che si rivolge, al di là delle frontiere a tutti i nostri dirigenti. Sono migliaia di studenti, d’insegnanti e genitori che riflettono e agiscono collettivamente per un altro sistema educativo. Hanno lanciato l’appello per uno sciopero generale il 12 dicembre.

« Non pagheremo noi la vostra crisi ! » è il nostro grido di rivolta :

È il grido di coloro che in Italia, Francia, Germania, Spagna rifiutano la mercificazione dell’istruzione e rifiutano di vedere il loro futuro e quello dei loro figlio sacrificato dalla distruzione del servizio pubblico, sola ricchezza di chi non ha niente.

È il grido dei lavoratori, che rifiutano i licenziamenti di massa e le delocalizzazioni e che lottano ogni giorno per preservare i loro diritti minacciati dalla legge dei profitti. È il grido di rivolta di coloro che, con salari e protezioni sociali amputate, si sono indebitati e pagano quotidianamente, nella miseria e nella precarietà le scelte egoiste dei nostri dirigenti politici ed economici.

È il grido dei migranti, vittime del razzismo istituzionalizzato, che rifiutano di essere criminalizzati solo perché cercano, nelle nostre metropoli occidentali, una vita migliore.

È il grido di tutti coloro che rifiutano che i loro diritti siano sottomessi alla ragione del più forte capitalista.

« Non pagheremo noi la vostra crisi » è l’avvertimento di coloro che da dicembre 1995, dalle fabbriche occupate ai sobborghi, rivendicano l’uguaglianza e il rispetto in Francia, che dal 2003 si mobilitano in Germania contro la disoccupazione e l’esclusione... è l’avvertimento che oggi in Italia, in Spagna, in Germania rimbomba nelle orecchie dei potenti.

« Non pagheremo noi la vostra crisi » è anche un altro modo di dire che non vogliamo più vivere in questa società che ci vuole sacrificare sull’altare dei profitti. È il nostro modo di porre la questione dell’uguaglianza reale dei diritti di tutti, uomini e donne, nazionali e immigrati, lavoratori e disoccupati, cittadini e contadini...

È infine il grido di futuro di tutta una generazione che si alza e decide di combattere a livello internazionale un sistema economico che fa oggi prova del suo fallimento. Questi uomini e queste donne non vogliono sottomettersi alle leggi del mercato, ma accettano la sfida della globalizzazione per apportare la loro risposta globale.

Sì, un altro mondo è possibile e noi l’inventeremo, perché è ormai una necessità !

Con questa petizione, lanciamo un appello alla solidarietà internazionale con gli studenti e lavoratori italiani in lotta contro il decreto Gelmini e la legge 133.

Un appello alla solidarietà europea e mondiale contro la distruzione dei servizi pubblici dell’istruzione, bersaglio simbolico delle politiche neoliberali que vogliono sostituire nelle nostre teste la logica dell’uguaglianza e della solidarietà con la logica del mercato. Affermiamo anche noi ai dirigenti mondiali che siamo pronti a tutto per non pagare le conseguenze delle loro politiche irresponsabili e nefaste. Lanciamo un appello all’organizzazione della solidarietà internazionale preparandoci a manifestare la nostra solidarietà con il movimento italiano il prossimo 12 dicembre costruendo dei ponti al di là delle frontiere per costruire un vero e proprio movimento sociale europeo.

No, non pagheremo noi la vostra crisi !

Questa è un’iniziativa di studenti e ricercatori italiani e francesi attivi nel movimento (sindacalisti o membri delle assemblee autonome contro la legge 133), e vuole in un primo tempo affermare la solidarietà con gli attuali movimenti europei per organizzare poi sul lungo termine una collaborazione internazionale per la difesa dei servizi pubblici dell’istruzione cercando di organizzare un incontro internazionale nei prossimi mesi.

PETITION - "We will not pay for your crisis !". For a European social movement (English)

« We will not pay for your crisis !!

« We will not pay for your crisis » is the slogan that has been echoing in all Italy for more than a month now. The wave of protests is spreading and more than 300 000 demonstrators on November 14th have taken up the slogan that across the borders shout at our political leaders. They are thousands of students, teachers and parents, who are thinking and acting for another education system. They call since now for a strike on December 12th.

"We will not pay for your crisis" is our revolt yells :

It is the yell of those in Italy, Germany, Spain, France... who refuse that education becomes a merchandise and refuse to see their future and their children future sacrificed by the destruction of public services, the only richness of those who have nothing.

It is the yell of workers, who reject mass redundancies and delocalization, who fight every day for their rights threatened by the law of profits. It is the yell of revolt of those, who because of the amputation of their wages and social protections by 30 years of free-market policies, indebted and pay daily with misery and precariousness egoistic choices of our political and economic leaders.

It is the yell of migrants, victims of an institutionalized racism, who refuse to be criminalized just because they look for a better life in West countries.

It is the yell of those who refuse that their rights may be subject to the law of the strongest capitalist.

"We will not pay for your crisis" is the warning of those who since December 1995, from occupied factories to working-class suburbs, stand out for equality and respect in France, who are mobilizind in Germany since 2003 against unemployment and exclusion... It is the warning that today in Italy, in Spain, in Germany... is thundering in ears of the powerful.

« We will not pay for your crisis » is another way to say that we do not want to live anymore in this society that wants to sacrifice us on the altar of profits. It is our way to ask for real equality of rights for everybody, women and men, nationals and immigrants, working people and unemployed people, people living in the cities and people living in the countryside...

Finally it is the yell of future of an entire generation who stands up and decides to fight, on an international level, an economic system which is showing right now its failure. Those men and women who are not getting satisfied with submission to the laws of market, who are taking up the challenge of globalization and wants to give their global answer.

Yes, another world is possible and we will invent it, because it is now an urgent necessity !

With this petition, we are calling for international solidarity with Italian students and workers who are fighting against Gelmini’s decree and the law 133.

We call for a European solidarity against the destruction of public service of Education, symbolic target of free-market policies that wants to replace in our minds the logic of equality and solidarity with the logic of the market. We are affirming too, to our international political leaders that we are going to do everything not to pay for the consequences of their irresponsible and harmful decisions. We are calling for organization of international solidarity and to prepare to show our solidarity with the Italian movement on December 12th 2008 by bridging between frontiers in order to build a real European social movement.

No, we will not pay for your crisis !

This is an initiative of some Italian and French students and young researchers who are taking part to the social movement (in Student Unions or in autonomous assembly in the Universities). It is aimed in a first time to affirm our solidarity with the current European social movements, and consequently to organize on a longer term international collaboration in order to defend public service of education and to organize an international meeting in a few months.

« We will not pay for your crisis ! »

Pour signer, remplir le formulaire tout en bas de la page.

1.Ambrosi Luigi, Dottore di ricerca, Università della Calabria (Italie)

2.Arroyo Elodie, doctorante sociologie, EHESS (France)

3.Avanza Martina, Maître Assistante, Université de Lausanne (suisse)

4.Bahmed Dalila Doctorante Science politique, Paris-X-Nanterre (France)

5.Bailleux Julie, Doctorante en science politique, Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne, (France)

6.Benci Antonio, Università di Venezia (Italie)

7.BETTINGER matthieu, doctorat philosophie, université Paris 8 (France)

8.Blay Michel Directeur de recherche, CNRS (France)

9.Bocéno Laurent, sociologue, MCF Université de Caen Basse Normandie. (France)

10.BONNET Marie-Jo historienne, écrivaine, Paris (France)

11.Boschetti Anna Prof. all’Università Ca’ Foscari di Venezia (Italie)

12.Cartron Damien, sociologue, CNRS (France)

13.Centri Studi e Documentazione Pensiero Femminile (Italie)

14.Charpentier Isabelle - Maître de Conférences en Science Politique - Université de Versailles - Saint-Quentin-en-Yvelines (France)

15.Collectif de Pratiques et de Réflexions Féministes « Ruptures » (France)

16.Corcuff Philippe, MCF de science politique à l’IEP de Lyon, membre du conseil scientifique d’Attac France (France)

17.CUSSO Roser MCF à l’Université Paris 8 (France)

18.DANJOIE Claire allocataire de recherche en science politique IEP Toulouse (France)

19.Della sudda magali, post-doctorante, école française de Rome (Italie)

20.Demongeot Benoît Doctorant ATER Université Pierre Mendès France Grenoble 2 (France)

21.Dormoy Christelle, doctorante en science politique à Paris X Nanterre (France)

22.Dusi nicola ricercatore fac. di scienze della comunicazione e dell’economia università di modena e reggio emilia - (Italie)

23.FAURE jean-michel, Professeur émérite Université de Nantes. (France)

24.Ferron Benjamin ATER en science politique CRAPE-CNRS Université de Rennes 1 (France)

25.Fijalkow Jacques Professeur Université de Toulouse-le Mirail (France)

26.Foret François, politologue, Université Libre de Bruxelles (Belgique)

27.Gauthier Hortense artiste et enseignante d’histoire-géographie Angoulême (France)

28.Geay Bertrand, Professeur de sociologie de l’éducation, Université de Picardie (France)

29.Gouverneur Sophie, professeur de philosophie, département 93, (France)

30.Grandhomme Virginie, doctorante, université de Nantes (France)

31.Grataloup Christian, Professeur, à l’université de Paris-Diderot (France)

32.Guibet Lafaye Caroline, chercheur au CNRS en philosophie/sociologie Centre Maurice Halbwachs - CNRS (France)

33.Guillot Rémi Doctorant en Science Politique Nanterre (France)

34.Henry Odile, Sociologue, Maitresse de conférence, Université Paris Dauphine (France)

35.Hmed Choukri, MCF en science politique à l’Université Paris-Dauphine (France)

36.Holmes Brian, critique d’art et de culture, Paris, (France)

37.Huard de la Marre Geoffroy, doctorant à l’EHESS (France)

38.Krzywkowski Isabelle Maître de conférence HDR en Littérature comparée Université de Reims-Champagne-Ardenne France Membre du secrétariat national du SNESUP-FSU (France)

39.Landrin Xavier, Doctorant, Université Paris X (GAP), CSE (CNRS) (France)

40.Larcher Silyane, EHESS, Graduate Student in Political Science (France)

41.Le Bohec Jacques, Professeur en Sciences de l’information et de la communication, Lyon 2 (France)

42.Léger Alain Professeur à l’université de Caen (France)

43.Lehmann Bernard, maître de conférence, université de Nantes (France)

44.Lenoir Remi, Professeur à l’Université de Paris I (France)

45.Loirand Gildas, Maître de conférences, Université de Nantes (France)

46.Mauger Gérard sociologue, directeur de recherche au CNRS (France)

47.MIGAULT Christophe Rassemblement des Collectifs des Ouvriers sans Papiers des Foyers (France)

48.Moreno Pestaña José Luis, Profesor de Filosofía Universidad de Cádiz, (Espagne)

49.Pernigotti Elisabetta, Paris (France)

50.Quet Mathieu, Doctorant (France)

51.Rabissi Paolo, insegnante. Milano.(Italie)

52.Rapini Andrea, ricercatore di storia contemporanea, Università di Modena e Reggio Emilia (Italie)

53.Réseau Féministe « Ruptures ». (France)

54.Riemens Patrice J.H. (Drs) Chercheur independant, Geographie Urbaine (France)

55.Rosière Stéphane Professeur Directeur du Département de Géographie, de géopolitique. Université de Reims Champagne-Ardenne (France)

56.Ross Kristin Professor of Comparative Literature New York University (Etats-Unis)

57.Rossi Federica ATER - Université de Paris X - Nanterre, France. Institut des Sciences Sociales du Politique (ISP/CNRS). (France)

58.Roullaud Elise. Doctorante Université Lyon II.

59.Roupnel-Fuentes Manuella LSQ-CREST INSEE ERIS-CMH CNRS(France)

60.Salle Grégory, chercheur CNRS, Lille (France).

61.Traverso Enzo, MCF en Science Politique, Université de Picardie (France)

62.Villeneuve Gaël ATER en Sociologie à l’Université d’Evry (France)

63.Voilliot Christophe MCF en science politique Université Paris-Ouest Nanterre (France)

64.Yann Beldame, Doctorant en anthropologie (EHESS-PARIS) (France)

65.Zalewski Frédéric MCF de science politique, Université Paris X Nanterre (France)

66.Zurstrassen Nicolas Licencié en philosophie (France)

Votre signature est validée. Merci !

Listes des signataires :


Kamel Tafer - étudiant (31/12/2008) PERRIN (31/12/2008) sarah pepey (30/12/2008) Spies (30/12/2008) BERARD Natacha (29/12/2008) Guillaud Etienne (28/12/2008) themis tsolakou (27/12/2008) miria (24/12/2008) julie (24/12/2008) Amaury LAMBERT professeur, Université Paris 6 (24/12/2008) Jose A. García Saez, doctorant en Drets Fonamentals, Universitat de València (España) (24/12/2008) misscoca (23/12/2008) Olivier Benedetto (23/12/2008) Luiz Ferreira (23/12/2008) Gori Patricia (23/12/2008) Philoreau Romain, Licencié en Géographie, Sud Etudiant Le Mans (22/12/2008) amandine pacault (22/12/2008) Lecuyer Elisabeth (22/12/2008) Yannick Godet (22/12/2008) Brémond Sylvain, ingénieur, militant associatif et syndical, Aix en Provence (21/12/2008) Brémond Sylvain, ingénieur, militant associatif et syndical, Aix en Provence (21/12/2008) Julien Cholin, militant SUD Etudiant Paris 1 (21/12/2008) Aurélien Casta (21/12/2008) saw48 (21/12/2008) lola (21/12/2008) Sylvain TERRIEN, étudiant, Nantes (20/12/2008) ESPAZA Antoine, Etudiant en droit université Lyon II (France) (20/12/2008) VON EUW Christiane (20/12/2008) FAURE-BRAC Mado (19/12/2008) Claire Aggoun-Le Monnier, enseignante, Marseille, France (19/12/2008) Giuseppe Lo Piccolo (19/12/2008) Teresa (19/12/2008) Aurélien CALVETTI (19/12/2008) Boutaib Sarah, angliciste, Universite de Lille (France) (19/12/2008) Lauriane (19/12/2008) Charly Parrotta (18/12/2008) Pierre Hethener (18/12/2008) Clémentine (18/12/2008) stergios mitas (18/12/2008) Antonietta Brillante (18/12/2008) Marie Mela (18/12/2008) abonneau marie-claire (18/12/2008) Paul Grisel, étudiant Le havre (18/12/2008) DUCRUIX BRICE (18/12/2008) Poyau Aurélie (18/12/2008) Bruno Zunino (18/12/2008) Pierre Dinh-van, Informaticien, Berlin (18/12/2008) Anaelle Maury (18/12/2008) Paul ORIOL (18/12/2008) millet perrine (17/12/2008) Jean-Christophe Mourrat (17/12/2008) Gil Philippe Ingénieur en destruction de travail dégradant ou dangereux (France) (17/12/2008) Jeb (17/12/2008) Cédric O. 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